maggio 21st, 2010
Ultime notizie di cronaca
Il vero diario di un pioniere dell’insegnamento al limite della civiltà francese.
maggio 21st, 2010
Il vero diario di un pioniere dell’insegnamento al limite della civiltà francese.
aprile 10th, 2010
febbraio 18th, 2010
Stradario locale del quartiere:
- PLACE GOLDONI:
è la piazza di fianco a casa, di giorno è invasa dai bambini della scuola materna, di sera dai giovinastri. Non è particolarmente bella, un lastricato di pietre chiuso da 2 mura e qualche alberello, nonostante questo è molto ambita al punto da essere inserita nell’O.d.G. del consiglio di quartiere perché zona difficile da gestire. Io non ho sentito né visto nulla che giustificasse questa preoccupazione, anzi, le cose che mi preoccupano di più sono le favolette appese al muro:

| “Si racconta che le grida dei bambini che giocano su questa piazza possano risvegliare delle minuscole larve di insetti addormentate, talvolta da secoli, all’interno di questo muro. Immediatamente i piccoli animali escono dai loro buchi e iniziano a cercare quel grido che li ha riportati in vita. Forse è solo un caso, ma generalmente, il cammino che percorrono forma delle lettere che, se pronunciate abbastanza forte, prolungano stranamente le grida e i canti dei bambini.”
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| “ Si racconta che le vibrazioni dovute ai palloni lanciati contro questo muro possano risvegliare alcune radici di arbusti che sonnecchiano sotto terra in alcuni casi da secoli. Forse è solo un caso, ma una volta raggiunte le tracce lasciate dai palloni che gli hanno ridato la vita, la maggior parte degli arbusti ritrovano la loro taglia di adulti. Altri, al contrario, cercano altri punti di riferimento per avere un motivo per crescere ancora un po’.” | ![]() |
Non capisco: è un modo per spaventare i bambini? Così non gridano o giocano a pallone per paura delle larve zombi e degli alberi mutanti? Oppure è un modo perverso di abbellire la piazza? Vogliono crescere i bambini come a Sparta facendogli superare prove di coraggio? Amore per il non-sense?
– PIZZA MONZA:

ovvero un fast-food nella via a fianco che offre la scelta tra una pizza fiorentina (non era una bistecca?) e una pizza kebab (?) e in tutto questo io non capisco come abbiano scelto il nome… primo o poi mi faccio coraggio, entro e chiedo.
- Rue SAINT SAUVEUR: ovvero via San Salvador, la via dopo la mia, per chiudere il cerchio.
gennaio 19th, 2010
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Eccoci: nuovo anno e nuove newsletter!
E per iniziare bene vi riporto un paio di vecchie notizie dell’anno scorso:
A quanto pare è così, io non me ne sono accorta ma ormai l’offerta notturna della capitale francese non è più quella di una volta. Nel mese scorso fiorivano articoli su come Parigi fosse stata sorpassata da Berlino, Praga o Barcellona, le Monde intitolava addirittura Paris la nuit ou Paris l’ennuie ovvero Parigi la notte o la noia ma in francese è un gioco di parole che suona meglio…
La situazione era vissuta così male che si è anche organizzata una petizione on line, Quando la notte muore in silenzio: http://www.quandlanuitmeurtensilence.com (versione inglese: http://www.quandlanuitmeurtensilence.com/actualite.php?id=28). L’iniziativa parte da alcune associazioni: Technopol (l’associazione a servizio dell’electro), Plaqué Or (promozione artisti e organizzatori di serate) e My Electro Kitchen (disquaire (?) e organizzatori). In breve, gli artisti e i professionisti della notte esprimono le loro paure di perdere il lavoro e chiedono aiuto al governo, regione, provincia e comune soprattutto in conseguenza a una serie di norme introdotte come la legge contro il fumo nei locali pubblici o quelle anti rumore. Per ora l’unica risposta è stata quella di autorizzare l’apertura dei locali fino alle 6 del mattino.
N.B. Per chi vuole firmarla c’è tempo solo fino al 31 gennaio.
Ovvero la grande vendita organizzata da Drouot, prestigiosa casa d’aste parigina. Il 14 dicembre sono stati messi in vendita 301 oggetti legati alla storia della città. Tra i cimeli messi all’asta vi erano quaranta gradini della Torre Eiffel, un tassello di cristallo della Piramide del Louvre, un’edicola di giornali della Belle Époque, un orinatoio pubblico del XIX secolo, un tassametro di un vecchio taxi parigino, una macchina per convalidare i biglietti, diverse panchine e sedili delle metropolitane di Parigi, un lampione che un tempo illuminava gli Champs Élysées una cabina telefonica degli anni ’50, le prime guide di Parigi stampate tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, vecchi dischi con canzoni che celebrano la Ville Lumière, diversi poster che durante la Belle Époque promovevano le serate del Moulin Rouge e infine, per la serie non si butta via niente, anche un pezzo di pane attaccato a un cartone definito: «Souvenir storico del 1870-71», opera d’arte realizzata durante l’assedio a Parigi delle truppe prussiane.
Ovviamente la vendita è andata benissimo, il pezzo più venduto è stato il frammento di 40 scalini della tour Eiffel: 105.400€, così bene che per il nuovo anno ne vogliono già organizzare una simile e questa volta vi avviserò in tempo, così potrete partecipare anche voi.

dicembre 14th, 2009
Qualche giorno fa stavo passeggiando nel quartiere dei grands boulevards e girovagando un po’ casualmente mi sono ritrovata su boulevard Haussmann immersa nella pioggerellina persistente parigina e avvolta in una luce multicolore: le luminarie natalizie dei grandi centri commerciali!
Ora, su questo boulevard ce ne sono due dei più grandi: Printemps e La Fayette. Si trovano a pochi metri di distanza e in questo periodo se la contendono a suon di luci e vetrine scintillanti.

Printemps ha coperto la sua facciata con fiocchi di neve e luci viola e rosa mentre per le vetrine si è scelto il tema meraviglioso Natale russo con bambole, ballerine e matrioske firmate Chanel e Dior. La Fayette contrattacca con una facciata trasformata in vetrata gotica, opera di un architetto italiano, Valerio Festi, che si definisce inventore della figura dell’architetto di eventi e che ha curato inaugurazioni e cerimonie varie. Le vetrine invece sono a tema mangereccio: una colata di stoffa rosa farcita da ogni bendidio ma tutto realizzato in stoffa (purtroppo…) dalla stilista Jessica Vargas. Completano la sala da pranzo degli strani personaggi: manichini glamour punk, orsetti curiosi e la guest star Ginger (ovvero il biscottino di zenzero)!

A questo punto, presa da una nuova mania per le vetrine natalizie, ho cominciato a indagare anche sugli altri luoghi culto del Natale parigino: BHV (Bazar de l’Hotel de Ville) punta su Jean-Charles de Castelbajac e sulle sue idee di un Natale forte, ultra contemporaneo, che non abbia nulla a che fare con i Natali nostalgici e passatisti ma che sia dedicato alle future generazioni, un Natale electro, technicolor (parole sue!). Sarà… sarà così… ma a me l’idea dei neon non sembra proprio così nuova…
Mi sembra più trasgessiva la scelta del Bon Marché: le vetrine curate del video artista Bertrand Planes hanno come protagonista un povero tacchino (ma non è per il giorno del ringraziamento?) su cui piovono uova, si ammassano pile di piatti e di occhiali e un’enorme bocca è letteralmente sommersa di parole. Il significato non mi è chiaro però le trovo molto divertenti.
Infine non può mancare un accenno agli Champs Elysées che durante questo periodo si ricoprono di luci led blu (un piccolo pensiero per non sprecare energia) e alla tour Eiffel che per i suoi 120 anni festeggia il Natale con giochi di luci che a me non convincono, non so, mi sembrano troppo filo nazionaliste e poco natalizie.
Infine vorrei segnalarvi questo sito: http://www.journaldesvitrines.com da dove ho preso tutte le immagini (cliccate sui vari link delle parole) e la maggior parte delle informazioni e di cui sono diventata fan, ovviamente!
Buone feste a tutti,
un abbraccio,
Cri
P.S.
Tra l’altro pensando a tutte queste luminarie, mi sono venute in mente quelle di Alezio e di altri piccoli comuni pugliesi che per le feste patronali riescono a fare anche di meglo!

dicembre 9th, 2009
Dopo aver passato una settimana a cercare un modo (economico) di tornare a casa per le feste natalizie ho deciso di capire meglio come perché dove e quando in questi giorni è così difficile trovare un posto in treno da Parigi a Milano. Il problema: la compagnia Artesia (50% Ferrovie Italiane e Trenitalia e 50% ferrovie francesi SNCF.) che serve le maggiori tratte Italia Francia ha deciso di sopprimere tutti i treni giornalieri e di tenere unicamente quello notturno, quindi si passa di colpo da 4 treni quotidiani a 1 solo. Il motivo: adeguamento alle norme di sicurezza ferroviarie italiane. I lavori dovevano terminare l’estate scorsa ma come appare evidente non siamo a buon punto, i disagi continueranno fino a marzo 2010. La complicazione: Trenitalia come ogni anno cambia gli orari il 13 dicembre e ovviamente nonostante sia così da anni non ha ancora imparato a aggiornare in tempo i dati nelle biglietterie e sul suo sito. Sospetto che lo si faccia solo per il puro gusto di rovinare le vacanze visto che l’altra data per il cambio orari è il 13 giugno. Quindi – come mi ha detto il bigliettaio di Arcore – non so neanche che treni ci saranno da qui a Milano, figuriamoci per Parigi, anzi, se va a chiedere in stazione Centrale a Milano, ripassi e ci informi.
Ovviamente non sono ripassata.
Spulciando nel sito di Trenitalia scopro inoltre che finalmente è arrivata l’Alta Velocità in tutta Italia e che è stato abbastanza facile: basta cambiare nome a tutti i treni sostituendo alla tipologia del convoglio la dicitura: Freccia + Colore (fatelo anche voi a casa con l’auto, la bici, gli stivali di gomma…) e si ottiene così il Freccia Bianca e il Freccia Argento da affiancare al Freccia Rossa. In particolare segnalo che il Freccia Bianca altro non è che l’EurostarCity, ovvero quello che collega Milano-Venezia. Forse non faranno neanche lo sforzo di passare una mano di bianco e modernizzare la livrea. I cambiamenti, quelli veri, riguardano i prezzi, che si adegueranno al nuovo standard, e le tariffe, cha cambieranno per l’ennesima volta di nome. Infine non sarà più possibile avere l’offerta Amica (sconto del 20% per acquisti fino a un giorno prima della partenza) ma bisognerà organizzarsi almeno una settimana prima per avere una riduzione del 15%, due settimane per il 30 % e un mese per il 60% (quest’ultima forse sparirà dopo il 13 dicembre, non mi è chiaro).
L’unico treno che rimane tale è il Regionale (probabilmente non sapevano più che colore scegliere… muble muble…pensiamo.. rosso… argento… bianco… e poi? No, non mi vengono in mente altri colori…) ma non è più acquistabile on-line e sul sito di Trenitalia appaiono frasi minatorie se vuoi selezionarlo!
Sempre dal 13 dicembre (giornata epocale, altro che 2012!) cambierà anche la situazione del Cisalpino, treno che collega l’Italia e la Svizzera. La società per metà italiana (Ferrovie dello Stato e Trenitalia) e per metà svizzera (Ferrovie Federali Svizzere) si scioglierà e ognuno per sé. Purtroppo non ho capito se questo significa la scomparsa definitiva del cisalpino in Italia però io almeno posso dire che ho provato il nuovo cisalpino ETR 610 durante uno dei miei ultimi viaggi Venezia-Milano: sono scesa due volte per controllare di aver preso un treno e non un’astronave.
Ultimo pezzo del puzzle: Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV) ovvero una nuova società ferroviaria fondata da Montezemolo e Della Valle che sarà attiva e funzionante dal 2011, grazie alla liberalizzazione del settore ferroviario nell’Unione Europea che avverrà il 1º gennaio 2010. Però il sito e il blog sono già attivi e hanno già preso la decisione importante di chiamare il loro treno .Italo (sì, col puntino prima) a questo punto con dei nomi così non resta che scegliere lo slogan: “ quando c’era il duce i treni arrivavano sempre in orario” mi sembra azzeccato. Ma la cosa che veramente a me interessa è che le ferrovie francesi SNCF ne sono diventate azioniste al 20% nonostante le tratte coperte da Nuovo Trasporto Viaggiatori non interessino il territorio francese e che questo allarmi Trenitalia e le Ferrovie Italiane e quindi in ultimo Artesia, per chiudere il cerchio.
Dimenticavo, alla fine volerò con Easyjet…
novembre 19th, 2009

In questi ultimi giorni nel territorio gallico non solo si è festeggiato Ognissanti (qui, tra l’altro, in questa occasione si fanno una decina di giorni di vacanza) ma anche la caduta del muro di Berlino, come molti sapranno, e le jour de l’Armistice, come qualcuno saprà.
9 novembre: caduta del muro di Berlino, il presidente francese mette sul suo profilo face book una foto mentre piccona il muro e scrive: io c’ero!
Peccato che la notizia sia probabilmente falsa e la foto in realtà un fotomontaggio. Qualche buontempone ne ha approfittato per far apparire il presidente presenzialista in qualsiasi occasione, dal campionato mondiale al congresso di Yalta.
11 novembre: le jour de l’Armistice, ovvero la fine della prima guerra mondiale. In questo giorno si ricordano i morti caduti in battaglia portando papaveri rossi sulle tombe. Mi è stato chiesto perché in Italia non lo si festeggia, perché, insomma, la prima guerra l’avete vinta anche voi… Non lo so, forse da noi si festeggia di più san Martino…
A questi festeggiamenti si aggiunge il 50° compleanno di Asterix e Obelix e per quest’occasione tutta Parigi è stata invasa dai Galli! Così sparsi per le vie del centro ci sono menhir giganti, testuggini romane, nuvolette dei fumetti… e infine anche una mostra al museo di Cluny. Vi allego un paio di foto che ho fatto a place de la Concorde, il cielo era davvero così, color viola apocalisse. Il menhir è quello finto, l’obelisco è quello vero di Luxor.

novembre 13th, 2009
Visto che è proprio qui, su questo sito, che ho sentito nominare per la prima volta la parola ZEST vi informo di questa simpatica iniziativa :
Un Zest pour ma Planète ovvero un limone provocante con tacchi a spillo, lunghe ciglia e zest riccioluti che appare su una serie di utensili per cucina e vi invita a salvare il pianeta facendo un zest, una piccola cosa.

“Io non esco mai senza la mia sporta”

“un coperchio sopra le pentole… e bolle più in fretta!”

infine l’immancabile carrello di veneziana memoria per evitare i sacchetti di plastica
novembre 10th, 2009
Da inizio mese sono ricominciati i corsi universitari e, dopo poche lezioni, posso affermare con certezza che anche qui è presente la tipologia del “vecchio nullafacente interessato alla cultura”. Chiunque abbia frequentato un minimo i congressi o gli incontri organizzati da vari enti culturali o universitari avrà notato la massa bianco-pepe che ricopre buona parte del pubblico. Tra l’altro la presente tipologia è sempre molto numerosa se si parla di arte, visto che i fondo è un bel passatempo.
La tipologia francese è caratterizzata innanzi tutto da una spiccata maggioranza femminile – si sa, le donne vivono di più – che si presenta uniforme sotto l’aspetto sia fisico e psicologico:
- capelli lisci a caschetto quasi fino alle spalle
- chioma tinta color biondo cenere (qualche variazione nelle meches)
- occhiali e cordina “tieni occhiali”
- abbigliamento sempre “a completo” e abbinato
- pochi gioielli
- sedute sempre in prima fila, al massimo in una posizione un po’ defilata, a lato
- provviste di un arsenale di cartoleria
- informatissime su tutte i corsi degli ultimi 5 anni, bibliografia compresa
- sempre a chiacchierare e a scambiarsi notizie e opinioni (altrimenti non si capirebbe il punto sopra)
- bramose di fotocopie distribuite in aula
- almeno una domanda la devono fare, poco importa quanto sia pertinente
Inoltre con mio grande stupore ho constatato che gli appartenenti a questa tipologia non si arrendono davanti a un corso apparentemente pesante e poco coerente con i loro interessi: il corso di greco antico. Alla prima lezione l’età media era sui 40 anni, cioè una metà sui 20 e l’altra sui 60. Forse ci saranno degli abbandoni lungo l’anno, più probabilmente in mio.