ottobre 15th, 2009
criscrip newsletter 04/09 – 25 agosto 2009
Come vi avevo anticipato durante il weekend di ferragosto si è andati ad Avignone, una città nel sud della Francia, il cui problema principale è capire se è più grammaticalmente corretto dire à Avignon o en Avignon (scopritelo qui!).
L’impressione generale che si ha visitando la città è di trovarsi a La Havana, non che io ci sia mai stata (a La Havana), ho visto solo delle immagini alla tv, ma secondo me ci sono le stesse strade assolate, il caldo umido, i palazzi d’epoca abbandonati, gli scuri colorati, i balconi, la gente in strada… ecco, più o meno così in più Avignone è piena zeppa di punkabbestia con cagnoloni al seguito svaccati in ogni angolo della strada.
La città storica, dentro le mura, è piccina, un quadratino di 1,5 km x 1,5 km, forse più piccola di Venezia. Dopo due giorni hai imparato a memoria i nomi delle vie, magari non tutte ma almeno quelle principali. Abbiamo visitato il Palazzo dei Papi, come il 99% delle persone lì presenti, tra l’altro quasi tutti italiani. Ma del passaggio della corte papale è rimasto bene poco, giusto le mura, la struttura, all’interno non c’è quasi più nulla anche se la regione è stata di proprietà papale fino alla rivoluzione francese. Abbiamo visitato anche il Petit Palais che proponeva una mostra su Simone Martini, artista italiano che qui è morto (inoltre la città è gemellata con Siena al 1982). Ovviamente non abbiamo preso l’occasione di salire sul ponte saint-Bénézet ovvero il famoso ponte d’Avignon dove on y danse on y danse. Il tutto corredato da uno spazio dedicato interamente alla canzone appena citata dove si imparano tutte le strofe, si ascoltano le decine di versioni registrate e si può suonare la canzone su una pianola realizzando un video psichedelico.
Ma le cose più buffe scoperte sono state:
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cancelletto decorato da paperette di gomma gialla

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mobili e elettrodomestici sparsi per strada

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diabolo: bevanda a quanto pare molto diffusa in Francia con acqua frizzante al limone e sciroppo a scelta (io ho testato quelli alla menta, al pompelmo rosa e alla violetta)
Ultima sorpresa finale, il controllore del treno, vestito all’ultimo grido con una divisa violetta, oblitera il biglietto usando uno stampino che lascia inciso un delfino! Chissà se ogni controllore ha il suo timbrino personalizzato col proprio animale guida….