criscrip newsletter 09/09 – 7 novembre 2009

Come molti sanno, sono stata a Varsavia e ho scoperto che:

-       non hanno il sole, o almeno, lo nascondono bene

-       usano più strutto loro in un piatto che tutta la Romagna nelle piadine

-       pure il caffè polacco è più buono di quello parigino

-       l’arte contemporanea polacca fa più paura di un film dell’orrore, inoltre usano sangue vero, non passate di pomodoro

-       sono davvero tutti biondi ma anche gentili

-       non è bene iniziare una conversazione a un tavolo con dei polacchi facendo strani discorsi sull’insalata russa, che in Italia si chiama così ma da loro evidentemente no (giuro che non sono stata io)

-       dopo i bombardamenti hanno ricostruito tutto, il centro storico è in pratica un modellino in scala 1:1, pure le rovine sono state ricostruite come erano, ma nuove e luccicanti

-       hanno un museo meraviglioso (soprattutto la parte medievale, segnalo questo) con un apparato didattico da far invidia

-       hanno i pullman più belli che io ho mai visto: su ognuno c’è una mappa con tutte le fermate, con la segnalazione dei luoghi d’interesse vicino a ogni fermata il nome delle strade che incrocia e viene sempre segnalata su uno schermo il nome della prossima fermata (fantascienza per l’Italia, dove ti devi affidare al caso o alla Provvidenza per capire dove ti trasporterà e se ci sarà una fermata vicino a dove vuoi scendere, l’alternativa è interagire con gli autoctoni e a volte è meglio non sfidare la fortuna)

-       hanno pure loro mostre per l’anniversario dei futuristi.

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