criscrip newsletter 1/10 – 19 gennaio 2010

Eccoci: nuovo anno e nuove newsletter!
E per iniziare bene vi riporto un paio di vecchie notizie dell’anno scorso:

  • Parigi capitale europea della noia.

A quanto pare è così, io non me ne sono accorta ma ormai l’offerta notturna della capitale francese non è più quella di una volta. Nel mese scorso fiorivano articoli su come Parigi fosse stata sorpassata da Berlino, Praga o Barcellona, le Monde intitolava addirittura Paris la nuit ou Paris l’ennuie ovvero Parigi la notte o la noia ma in francese è un gioco di parole che suona meglio…
La situazione era vissuta così male che si è anche organizzata una petizione on line, Quando la notte muore in silenzio: http://www.quandlanuitmeurtensilence.com (versione inglese: http://www.quandlanuitmeurtensilence.com/actualite.php?id=28). L’iniziativa parte da alcune associazioni: Technopol (l’associazione a servizio dell’electro), Plaqué Or (promozione artisti e organizzatori di serate) e My Electro Kitchen (disquaire (?) e organizzatori). In breve, gli artisti e i professionisti della notte esprimono le loro paure di perdere il lavoro e chiedono aiuto al governo, regione, provincia e comune soprattutto in conseguenza a una serie di norme introdotte come la legge contro il fumo nei locali pubblici o quelle anti rumore. Per ora l’unica risposta è stata quella di autorizzare l’apertura dei locali fino alle 6 del mattino.
N.B. Per chi vuole firmarla c’è tempo solo fino al 31 gennaio.

  • Paris mon amour

Ovvero la grande vendita organizzata da Drouot, prestigiosa casa d’aste parigina. Il 14 dicembre sono stati messi in vendita 301 oggetti legati alla storia della città. Tra i cimeli messi all’asta vi erano quaranta gradini della Torre Eiffel, un tassello di cristallo della Piramide del Louvre, un’edicola di giornali della Belle Époque, un orinatoio pubblico del XIX secolo, un tassametro di un vecchio taxi parigino, una macchina per convalidare i biglietti, diverse panchine e sedili delle metropolitane di Parigi, un lampione che un tempo illuminava gli Champs Élysées una cabina telefonica degli anni ’50, le prime guide di Parigi stampate tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, vecchi dischi con canzoni che celebrano la Ville Lumière, diversi poster che durante la Belle Époque promovevano le serate del Moulin Rouge e infine, per la serie non si butta via niente, anche un pezzo di pane attaccato a un cartone definito: «Souvenir storico del 1870-71», opera d’arte realizzata durante l’assedio a Parigi delle truppe prussiane.
Ovviamente la vendita è andata benissimo, il pezzo più venduto è stato il frammento di 40 scalini della tour Eiffel: 105.400€, così bene che per il nuovo anno ne vogliono già organizzare una simile e questa volta vi avviserò in tempo, così potrete partecipare anche voi.

 

3 Responses to “criscrip newsletter 1/10 – 19 gennaio 2010”

  1. Cri

    Tutti a quanto pare sono interessati ad averne un esemplare, farò pressioni per ottenere una vendita monotematica in qualche casa d’asta.

  2. sig. K

    Beh, Beh, facci sapere davvero per la prossima asta del genere. Druot conferma con questa vendita la sua fama di eccentricità, e la capacità di vendere qualsiasi cosa. Forse in futuro un’asta dove venderanno le loro madri? Tutto è possibile, suppongo, nel magnifico mondo del mercato dell’antiquariato. Aggiungo solo che poco più di centomila euro per gli scalini della Torre (originali? o quelli già sostituiti? facci sapere) mi pare non una cifra così eccezionale, ma, anzi, un prezzo un po’ basso. Non sono però riuscito a trovare né la base d’asta né il prezzo minimo. Calcola inoltre che il solo pezzo col suo valore si aggira intorno al 40% di tutto il venduto dell’asta: anch’esso, dunque, abbastanza modesto.

  3. Cri

    Sì, ho controllato, sono gli scalini originali del troncone n° 16 della scala elicoidale del 1889. Purtroppo non ho altre informazioni, qui: http://catalogue.gazette-drouot.com/visitesdesalles/visite.jsp?id=5401&lng=0 si trovano le foto degli oggetti ma per tutto il resto, catalogo compreso, bisogna abbonarsi e pagare. Inoltre, da quello che ho capito, l’asta è stata organizzata espressamente con oggetti alla portata delle tasche di tutti, non so se è una prassi comune da Drouot o se la si organizza per Natale o occasioni speciali, così, per sentirsi più buoni.

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