criscrip newsletter 11/09 – 16 novembre 2009

In questi ultimi giorni nel territorio gallico non solo si è festeggiato Ognissanti (qui, tra l’altro, in questa occasione si fanno una decina di giorni di vacanza) ma anche la caduta del muro di Berlino, come molti sapranno, e le jour de l’Armistice, come qualcuno saprà.

9 novembre: caduta del muro di Berlino, il presidente francese mette sul suo profilo face book una foto mentre piccona il muro e scrive: io c’ero!

Peccato che la notizia sia probabilmente falsa e la foto in realtà un fotomontaggio. Qualche buontempone ne ha approfittato per far apparire il presidente presenzialista in qualsiasi occasione, dal campionato mondiale al congresso di Yalta.

11 novembre: le jour de l’Armistice, ovvero la fine della prima guerra mondiale. In questo giorno si ricordano i morti caduti in battaglia portando papaveri rossi sulle tombe. Mi è stato chiesto perché in Italia non lo si festeggia, perché, insomma, la prima guerra l’avete vinta anche voi… Non lo so, forse da noi si festeggia di più san Martino…

A questi festeggiamenti si aggiunge il 50° compleanno di Asterix e Obelix e per quest’occasione tutta Parigi è stata invasa dai Galli! Così sparsi per le vie del centro ci sono menhir giganti, testuggini romane, nuvolette dei fumetti… e infine anche una mostra al museo di Cluny. Vi allego un paio di foto che ho fatto a place de la Concorde, il cielo era davvero così, color viola apocalisse. Il menhir è quello finto, l’obelisco è quello vero di Luxor.



Lo zest esiste

Visto che è proprio qui, su questo sito, che ho sentito nominare per la prima volta la parola ZEST vi informo di questa simpatica iniziativa :
Un Zest pour ma Planète ovvero un limone provocante con tacchi a spillo, lunghe ciglia e zest riccioluti che appare su una serie di utensili per cucina e vi invita a salvare il pianeta facendo un zest, una piccola cosa.


“Io non esco mai senza la mia sporta”


“un coperchio sopra le pentole… e bolle più in fretta!”

 


infine l’immancabile carrello di veneziana memoria per evitare i sacchetti di plastica

criscrip newsletter 10/09 – 10 novembre 2009

Da inizio mese sono ricominciati i corsi universitari e, dopo poche lezioni, posso affermare con certezza che anche qui è presente la tipologia del “vecchio nullafacente interessato alla cultura”. Chiunque abbia frequentato un minimo i congressi o gli incontri organizzati da vari enti culturali o universitari avrà notato la massa bianco-pepe che ricopre buona parte del pubblico. Tra l’altro la presente tipologia è sempre molto numerosa se si parla di arte, visto che i fondo è un bel passatempo.

La tipologia francese è caratterizzata innanzi tutto da una spiccata maggioranza femminile – si sa, le donne vivono di più – che si presenta uniforme sotto l’aspetto sia fisico e psicologico:

-       capelli lisci a caschetto quasi fino alle spalle

-       chioma tinta color biondo cenere (qualche variazione nelle meches)

-       occhiali e cordina “tieni occhiali”

-       abbigliamento sempre “a completo” e abbinato

-       pochi gioielli

-       sedute sempre in prima fila, al massimo in una posizione un po’ defilata, a lato

-       provviste di un arsenale di cartoleria

-       informatissime su tutte i corsi degli ultimi 5 anni, bibliografia compresa

-       sempre a chiacchierare e a scambiarsi notizie e opinioni (altrimenti non si capirebbe il punto sopra)

-       bramose di fotocopie distribuite in aula

-       almeno una domanda la devono fare, poco importa quanto sia pertinente

Inoltre con mio grande stupore ho constatato che gli appartenenti a questa tipologia non si arrendono davanti a un corso apparentemente pesante e poco coerente con i loro interessi: il corso di greco antico. Alla prima lezione l’età media era sui 40 anni, cioè una metà sui 20 e l’altra sui 60. Forse ci saranno degli abbandoni lungo l’anno, più probabilmente in mio.


criscrip newsletter 09/09 – 7 novembre 2009

Come molti sanno, sono stata a Varsavia e ho scoperto che:

-       non hanno il sole, o almeno, lo nascondono bene

-       usano più strutto loro in un piatto che tutta la Romagna nelle piadine

-       pure il caffè polacco è più buono di quello parigino

-       l’arte contemporanea polacca fa più paura di un film dell’orrore, inoltre usano sangue vero, non passate di pomodoro

-       sono davvero tutti biondi ma anche gentili

-       non è bene iniziare una conversazione a un tavolo con dei polacchi facendo strani discorsi sull’insalata russa, che in Italia si chiama così ma da loro evidentemente no (giuro che non sono stata io)

-       dopo i bombardamenti hanno ricostruito tutto, il centro storico è in pratica un modellino in scala 1:1, pure le rovine sono state ricostruite come erano, ma nuove e luccicanti

-       hanno un museo meraviglioso (soprattutto la parte medievale, segnalo questo) con un apparato didattico da far invidia

-       hanno i pullman più belli che io ho mai visto: su ognuno c’è una mappa con tutte le fermate, con la segnalazione dei luoghi d’interesse vicino a ogni fermata il nome delle strade che incrocia e viene sempre segnalata su uno schermo il nome della prossima fermata (fantascienza per l’Italia, dove ti devi affidare al caso o alla Provvidenza per capire dove ti trasporterà e se ci sarà una fermata vicino a dove vuoi scendere, l’alternativa è interagire con gli autoctoni e a volte è meglio non sfidare la fortuna)

-       hanno pure loro mostre per l’anniversario dei futuristi.

criscrip newsletter 08/09 – 6 novembre 2009

Seconda parte

h 13.30

Al secondo tentativo non sbaglio, trovo pure l’aula Vasarì. Entro, faccio per sedermi più o meno a metà, nè troppo avanti nè troppo indietro, ma ancor prima di iniziare le tecniche di minetizzazione della sedia vengo intercettata dagli organizzatori dell’incontro. Intercetazione abbastanza facile visto che eravamo quattro in aula e tre erano gli organizzatori. Mi fanno accomodare gentilmente in prima fila e mi mettono a mio agio chiedendomi chi sono, che faccio, quando devo parlare… io candidamente dico che non devo parlare ma son lì solo per ascoltare… certo certo –dicono loro- ma magari poi ci si presenta a tutti, si dice su che progetto si lavora, così per scambiarci informazioni…

Intanto arrivano altri dottorandi e gli organizzatori si buttano su di loro. A me si avvicina un tipo che col tipico accento francese d’oltralpe mi dice:

- Bonjour, je suis Luigì Marianì

- Piacere – rispondo io – Cristina.

- Italiana?

- Sì…

Mentre parliamo si aggiunge un’altra ragazza italiana e poi un’italo-svizzera. Guardo il programma degli interventi dei due giorni d’incontri e noto che gli italiani sono la maggioranza: ben 3 contro 1 francese, 1 greca, 2 serbe, 1 russa, 1 tunisina.

h 14.30

Non si fa in tempo a iniziare che, subito dopo una relazione sulle fortificazioni bizantine in Tunisia, ci invitano a prendere thè, caffè, biscotti e cioccolatini. Noi come un gregge ci dirigiamo alla sala del buffet.

h 15

Purtroppo due relatori non sono riusciti a venire, hanno dato buca all’ultimo momento e ci dobbiamo accontentare solo dei marmi di Cnido.

A questo punto scatta il piano malefico degli organizzatori: visto che c’è tanto tempo perché non ne approfittiamo per presentarci, così vediamo se abbiamo ricerche comuni e ci scambiamo informazioni? Non è obbligatorio, nè!

No, certo però se tutti si presentano e io no? Non è obbligatorio in teoria ma in pratica sì. Comunque, dopo aver rotto il ghiaccio iniziale, tutti si presentano, il clima è abbastanza familiare, siamo tutti giovani dottorandi tranne due personaggi misteriosi più maturi (Professori? Bidelli? Guardiani? Pensionati? Mah) e ci si scambia informazioni su bibliografie, banche dati, centri di studio… ma chissà perché a me quando ci sono queste cose mi vien sempre da iniziare con: buongiorno a tutti, mi chiamo Cristina e non bevo da quattro giorni… reprimo a fatica questo insano istinto e inizio a parlare invece delle mie sante, chiese, reliquie e tutto il resto, ovviamente anche della mia santa Marina che in questi casi è sempre utile per attirare l’attenzione e la benevolenza del pubblico. Quando si inizia a parlare di travestiti, violenze, figli illegittimi e simili tutti ti ascoltano. Le vicende italiane attuali non fanno che confermarlo. Ovviamente ho anche ottenuto diverse risate compiaciute sulle usanze e pratiche dell’epoca… ehehe che creduloni…mica come noi adesso…

Poi il giorno dopo è filato tutto liscio: un buffet dalle 10 alle 16 interrotto da qualche conferenza.

N.B. nomi e cognomi sono stati sostituiti da nomi di fantasia in rispetto della privacy

Entr'acte

Scopro solo ora grazie alle mirabolanti gallerie fotografiche di La Repubblica che esiste una paura della Francia.

criscrip newsletter 07/09 – 18 ottobre 2009

Venerdì 16 e sabato 17 ho partecipato all’Incontro Annuale dei dottorandi in Studi Bizantini. Un’iniziativa organizzata da tre dottorandi in studi bizantini, ovviamente, che si è svolta all’Istituto Nazionale di Storia dell’Arte di Parigi (INHA).

Non posso nascondere il mio stupore per iniziative del genere di cui non ho mai sentito parlare in Italia ma che, a quanto mi è stato detto, sono abbastanza frequenti qui oltralpe. Ma di che si tratta? In generale possiamo dire che è un incontro informale di persone che stanno facendo delle ricerche in ambito bizantino (v. il mio caso) e che si scambiano informazioni sui propri studi. Questo in particolare sembrava molto ben organizzato (leggasi: cibo e bibite in abbondanza somministrati ogni 2 ore).

Io ovviamente non sono altrettanto ben organizzata. Vengo a sapere dell’iniziativa dai volantini appesi in biblioteca, cerco invano l’indicazione di un orario, anche sui diversi siti universitari e dell’INHA ma senza risultati. Venerdì, decido di presentarmi a un orario arbitrario, verso le 10, pensando che se l’incontro è già iniziato mi sono persa poco e se non lo è almeno non mi sono svegliata troppo presto.

All’ingresso chiedo dove si trova la salle Giorgio Vasari ma dalla faccia persa nel vuoto del portinaio intuisco che non ha capito nulla, chiedo allora dove si trova la salle Giorgiò Vasarì e a questo punto ottengo le informazioni (un giorno dovrò scrivervi di come storpiano i nomi stranieri qui). Giunta all’aula scopro che è vuota. Bene, penso, non è ancora iniziata. Vado all’angolo informazioni e chiedo se ne sanno qualcosa di questo incontro. Mi indicano un gruppetto di persone sedute per terra in un corridoio lì vicino. Sospettosa mi avvicino e mi siedo per terra, al freddo e nel bel mezzo di una corrente d’aria, un ragazzo in piedi sta raccontano la storia dell’INHA, la sua nascita, il suo funzionamento, la sua organizzazione… Io mi guardo attorno e vedo solo persone molto giovani, forse troppo, e inizio a intuire che forse non sono nel posto giusto. A un certo punto tutti si alzano e io ne approfitto per chiedere cosa ci facciamo qui, che stiamo facendo e se è davvero l’incontro dei dottorandi bizantini o mi hanno dato delle informazioni sbagliate. Ovviamente la risposta giusta è la seconda. L’incontro che interessa a me è alle 13.30. Mi ero intrufolata in una visita di studenti all’INHA! 

FINE prima parte.

criscrip newsletter 06/09 – 16 settembre 2009

Prima di tutto un paio di informazioni pratiche:

-       ho infine ottenuto un numero di cellulare francese. Ricordo che mandare sms in Europa ora costa solo 15 centesimi.

-       ritorno in Italia: sabato 3 ottobre arriverò a Biassono, poi da lunedì a venerdì 9 sarò a Venezia e infine di nuovo a Biassono durante il weekend fino alla partenza per Parigi lunedì 12. Contattatemi se volete comprare i biglietti della tournée senza sovrapprezzo!

Veniamo ora all’argomento di questa mia. Da qualche settimana ho notato che sulle auto parcheggiate lungo la strada per andare alla biblioteca qualcuno metteva imperterrito lo stesso volantino, giorno dopo giorno, e incuriosita oggi ho avuto il coraggio di prenderne uno e di leggerlo. È abbastanza delirante ma mi ha ricordato quell’usanza, tutta veneziana, di usare le pareti delle calli come bacheche per fare annunci, pubblicità e esprimere anche le proprie opinioni. Qualcuno forse si ricorderà un volantino di due o tre estati fa in cui c’era scritto: Basta giovani! Basta musica! Basta rumori! Noi anziani vogliamo vedere la tv di sera (a proposito, qualcuno ne ha conservato una copia?).

Comunque, qua sotto vi copio la traduzione del volantino che ho preso, ditemi che ne pensate!

A NOI DUE,

I FRANCESI E IO!

Io farò di voi, i francesi, gli attori della rivoluzione di oggi. LA RIVOLUZIONE DELLA VITA.

Voi, i francesi, diventerete la più grande forza che rovescerà l’attuale marcia verso la distruzione della vita sul pianeta per trasformarla in un cammino verso la sua nascita e il suo sviluppo – questa rivoluzione vitale – salvandola allo stesso tempo.

Siete voi, i francesi, che imporrete nel mondo LA NUOVA STRATEGIA capace di controllare la violenza tra le nazioni e contro la natura.

Il mondo stesso, questo nuovo definitivo grande insieme umano, avrà un’organizzazione, una forma, una struttura e una personalità superiore, grazie a voi, i francesi. E organizzandolo voi salverete il mondo dalla disintegrazione e dalla distruzione.

Voi sarete i protagonisti, voi, i francesi, dell’inizio de una nuova storia per l’umanità e il suo supporto vitale, la natura.

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Pertanto, in questo momento, per quel che riguarda la realtà globale attuale – in rapporto alla realtà globale, insisto -, voi siete degli ignoranti, bisogna ben dirlo.

Non solamente voi siete degli ignoranti in questa materia – e io non vi parlo che di questa materi – ma, in più, voi non ne volete sapere niente. La vostra cattiva volontà è un fatto noto.

Per questa ragione voi non date alcun credito alle mie idee e disprezzate completamente la mia persona di fronte alla parola pubblica dalla quale mi escludete, non essendo io altro che semplice cittadino, anonimo e sconosciuto, né “legittimo”, né “credibile”.

Malgrado questo, tutto questo, finiremo per capirci, voi, i francesi, e io, voi vedrete…

Andrés Mediavilla

-       Nel testo “LA SOLUZIONE (la società francese e i francesi)”, espongo LA SOLUZIONE per la vita così come la posizione – e il ritratto – dei francesi in rapporto a questa sola SOLUZIONE. (sito internet: http://mediavi.monsite.orange.fr)

-       Le 4 evidenze (riassunto della mia posizione: mediavi2.monsite.orange.fr)

-       Fiction: Gli extraterrestri guardano la Terra e giudicano l’Umanità (stesso sito)

-       IL CODICE DELLA VIOLENZA COLLETTIVA – IL TRIBUNALE MONDIALE (i 40 articoli dell’Istituto di Giustizia Mondiale) – (mediavi3.monsite.orange.fr)

-       L’amore della nazione, oggi (mediavi4.monsite.orange.fr)

-       “La stampa scritta, è morta?” (stesso sito)

 

criscrip newsletter 05/09 – 2 settembre 2009

Carissimi,
prima di tutto una precisazione sulla canzone del Berzotti: come suggerito da un amico è probabile che il verso criptico “Torino, Roma et Tifosi” sia in realtà “Turin, Rome et ses tifosi” cioè Torino, Roma e i SUOI tifosi, quindi non c’è nessuna città oscura dal nome misterioso!

Alcune scoperte fatte ultimamente:

- Parigi e Venezia hanno in comune l’abbondante uso di mascheroni: teste antropomorfe o animalesche poste sugli edifici, ponti… A Venezia spesso servivano contro il malocchio, gli spiriti, i diavoli e simili ma non so se hanno la stessa funzione qui a Parigi, sembrano usati semplicemente come mere decorazioni, senza altre funzioni specifiche. Infatti qui non si trovano all’ingresso dei campanili, zona invece privilegiata dai veneziani che credevano di spaventare gli spiriti maligni e di tenerli quindi lontani dalle corde delle campane, ché gli spiriti erano dei burloni e le tiravano per scherzo svegliando il prete!

- Quasi in ogni strada parigina c’è sempre un tappetino arrotolato, tipo quelli delle automobili, inizialmente pensavo fossero cose buttate dai maleducati ma la continua e diffusa presenza mi ha dato da ragionare… possibile che sia pratica di ogni automobilista lasciarsi dietro un tappetino vecchio, sporco e logoro? E per di più, perché arrotolarlo? Il mistero è stato risolto quando ne ho visto uno in azione: messo nei pressi del canale di scolo dell’acqua la deviava tutta da un lato! Cioè è l’ingegnoso mezzo che utilizzano gli spazzini per far dirigere l’acqua nel posto dove stanno lavando! Ora, bello che si siano ingegnati a far questo, che con i pochi mezzi a disposizione siano riusciti a trovare una soluzione ingegnosa ma bisognava proprio riempire le strade di tappetini vecchi e puzzolenti (i francesi hanno un’idea di igiene diversa, si sa…)? Il progresso? La tecnologia? Non ci troviamo nella capitale di un paese civilizzato? Permane il dubbio…

- I macaron qui non hanno nulla a che fare con la pasta anche se comunque si mangiano. Sono dei dolcetti tondi, due strati di pasta tipo amaretto (come consistenza ma non come sapore) con in mezzo la cremina. Possono essere a tutti i gusti: caffè, cioccolato, fragola, limone… io ho assaggiato quello al caffè: la cremina è buona ma la pasta ti si appiccica al palato peggio dell’ostia. Voto: 6-.

- Ieri 1 settembre c’è stata la rentrée, il rientro, scolastico ma non solo, ogni cosa ha ripreso vita: negozi, panettieri, supermercati… il quartiere e penso tutta Parigi è sbocciata di attività, movimento, produttività. Forse è segno che l’estate e le vacanze sono finite e quindi bisogna svegliarsi dal torpore augustano. Inoltre, per rendere più chiaro il messaggio si è pensato di far piovere tutto il giorno, così per chiarire bene la situazione.

- Dal mio panettiere regalano dei calendarietti per il nuovo anno scolastico con tutte le vacanze e io ovviamente ne ho preso uno. É carino, colorato, con i disegnini… ma osservandolo bene ho notato questa cosa: l’Epifania è stata messa al 3 gennaio! Probabilmente hanno deciso che così era più comodo, che di vacanze se ne fanno già abbastanza e quindi l’hanno anticipata. Allego foto per i più increduli.

criscrip newsletter 04/09 – 25 agosto 2009

Come vi avevo anticipato durante il weekend di ferragosto si è andati ad Avignone, una città nel sud della Francia, il cui problema principale è capire se è più grammaticalmente corretto dire à Avignon o en Avignon (scopritelo qui!).

L’impressione generale che si ha visitando la città è di trovarsi a La Havana, non che io ci sia mai stata (a La Havana), ho visto solo delle immagini alla tv, ma secondo me ci sono le stesse strade assolate, il caldo umido, i palazzi d’epoca abbandonati, gli scuri colorati, i balconi, la gente in strada… ecco, più o meno così in più Avignone è piena zeppa di punkabbestia con cagnoloni al seguito svaccati in ogni angolo della strada.

La città storica, dentro le mura, è piccina, un quadratino di 1,5 km x 1,5 km, forse più piccola di Venezia. Dopo due giorni hai imparato a memoria i nomi delle vie, magari non tutte ma almeno quelle principali. Abbiamo visitato il Palazzo dei Papi, come il 99% delle persone lì presenti, tra l’altro quasi tutti italiani. Ma del passaggio della corte papale è rimasto bene poco, giusto le mura, la struttura, all’interno non c’è quasi più nulla anche se la regione è stata di proprietà papale fino alla rivoluzione francese. Abbiamo visitato anche il Petit Palais che proponeva una mostra su Simone Martini, artista italiano che qui è morto (inoltre la città è gemellata con Siena al 1982). Ovviamente non abbiamo preso l’occasione di salire sul ponte saint-Bénézet ovvero il famoso ponte d’Avignon dove on y danse on y danse. Il tutto corredato da uno spazio dedicato interamente alla canzone appena citata dove si imparano tutte le strofe, si ascoltano le decine di versioni registrate e si può suonare la canzone su una pianola realizzando un video psichedelico.


Ma le cose più buffe scoperte sono state:

  • cancelletto decorato da paperette di gomma gialla


  • mobili e elettrodomestici sparsi per strada


  • diabolo: bevanda a quanto pare molto diffusa in Francia con acqua frizzante al limone e sciroppo a scelta (io ho testato quelli alla menta, al pompelmo rosa e alla violetta)


Ultima sorpresa finale, il controllore del treno, vestito all’ultimo grido con una divisa violetta, oblitera il biglietto usando uno stampino che lascia inciso un delfino! Chissà se ogni controllore ha il suo timbrino personalizzato col proprio animale guida….