criscrip newsletter 07/09 – 18 ottobre 2009

Venerdì 16 e sabato 17 ho partecipato all’Incontro Annuale dei dottorandi in Studi Bizantini. Un’iniziativa organizzata da tre dottorandi in studi bizantini, ovviamente, che si è svolta all’Istituto Nazionale di Storia dell’Arte di Parigi (INHA).

Non posso nascondere il mio stupore per iniziative del genere di cui non ho mai sentito parlare in Italia ma che, a quanto mi è stato detto, sono abbastanza frequenti qui oltralpe. Ma di che si tratta? In generale possiamo dire che è un incontro informale di persone che stanno facendo delle ricerche in ambito bizantino (v. il mio caso) e che si scambiano informazioni sui propri studi. Questo in particolare sembrava molto ben organizzato (leggasi: cibo e bibite in abbondanza somministrati ogni 2 ore).

Io ovviamente non sono altrettanto ben organizzata. Vengo a sapere dell’iniziativa dai volantini appesi in biblioteca, cerco invano l’indicazione di un orario, anche sui diversi siti universitari e dell’INHA ma senza risultati. Venerdì, decido di presentarmi a un orario arbitrario, verso le 10, pensando che se l’incontro è già iniziato mi sono persa poco e se non lo è almeno non mi sono svegliata troppo presto.

All’ingresso chiedo dove si trova la salle Giorgio Vasari ma dalla faccia persa nel vuoto del portinaio intuisco che non ha capito nulla, chiedo allora dove si trova la salle Giorgiò Vasarì e a questo punto ottengo le informazioni (un giorno dovrò scrivervi di come storpiano i nomi stranieri qui). Giunta all’aula scopro che è vuota. Bene, penso, non è ancora iniziata. Vado all’angolo informazioni e chiedo se ne sanno qualcosa di questo incontro. Mi indicano un gruppetto di persone sedute per terra in un corridoio lì vicino. Sospettosa mi avvicino e mi siedo per terra, al freddo e nel bel mezzo di una corrente d’aria, un ragazzo in piedi sta raccontano la storia dell’INHA, la sua nascita, il suo funzionamento, la sua organizzazione… Io mi guardo attorno e vedo solo persone molto giovani, forse troppo, e inizio a intuire che forse non sono nel posto giusto. A un certo punto tutti si alzano e io ne approfitto per chiedere cosa ci facciamo qui, che stiamo facendo e se è davvero l’incontro dei dottorandi bizantini o mi hanno dato delle informazioni sbagliate. Ovviamente la risposta giusta è la seconda. L’incontro che interessa a me è alle 13.30. Mi ero intrufolata in una visita di studenti all’INHA! 

FINE prima parte.

criscrip newsletter 06/09 – 16 settembre 2009

Prima di tutto un paio di informazioni pratiche:

-       ho infine ottenuto un numero di cellulare francese. Ricordo che mandare sms in Europa ora costa solo 15 centesimi.

-       ritorno in Italia: sabato 3 ottobre arriverò a Biassono, poi da lunedì a venerdì 9 sarò a Venezia e infine di nuovo a Biassono durante il weekend fino alla partenza per Parigi lunedì 12. Contattatemi se volete comprare i biglietti della tournée senza sovrapprezzo!

Veniamo ora all’argomento di questa mia. Da qualche settimana ho notato che sulle auto parcheggiate lungo la strada per andare alla biblioteca qualcuno metteva imperterrito lo stesso volantino, giorno dopo giorno, e incuriosita oggi ho avuto il coraggio di prenderne uno e di leggerlo. È abbastanza delirante ma mi ha ricordato quell’usanza, tutta veneziana, di usare le pareti delle calli come bacheche per fare annunci, pubblicità e esprimere anche le proprie opinioni. Qualcuno forse si ricorderà un volantino di due o tre estati fa in cui c’era scritto: Basta giovani! Basta musica! Basta rumori! Noi anziani vogliamo vedere la tv di sera (a proposito, qualcuno ne ha conservato una copia?).

Comunque, qua sotto vi copio la traduzione del volantino che ho preso, ditemi che ne pensate!

A NOI DUE,

I FRANCESI E IO!

Io farò di voi, i francesi, gli attori della rivoluzione di oggi. LA RIVOLUZIONE DELLA VITA.

Voi, i francesi, diventerete la più grande forza che rovescerà l’attuale marcia verso la distruzione della vita sul pianeta per trasformarla in un cammino verso la sua nascita e il suo sviluppo – questa rivoluzione vitale – salvandola allo stesso tempo.

Siete voi, i francesi, che imporrete nel mondo LA NUOVA STRATEGIA capace di controllare la violenza tra le nazioni e contro la natura.

Il mondo stesso, questo nuovo definitivo grande insieme umano, avrà un’organizzazione, una forma, una struttura e una personalità superiore, grazie a voi, i francesi. E organizzandolo voi salverete il mondo dalla disintegrazione e dalla distruzione.

Voi sarete i protagonisti, voi, i francesi, dell’inizio de una nuova storia per l’umanità e il suo supporto vitale, la natura.

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Pertanto, in questo momento, per quel che riguarda la realtà globale attuale – in rapporto alla realtà globale, insisto -, voi siete degli ignoranti, bisogna ben dirlo.

Non solamente voi siete degli ignoranti in questa materia – e io non vi parlo che di questa materi – ma, in più, voi non ne volete sapere niente. La vostra cattiva volontà è un fatto noto.

Per questa ragione voi non date alcun credito alle mie idee e disprezzate completamente la mia persona di fronte alla parola pubblica dalla quale mi escludete, non essendo io altro che semplice cittadino, anonimo e sconosciuto, né “legittimo”, né “credibile”.

Malgrado questo, tutto questo, finiremo per capirci, voi, i francesi, e io, voi vedrete…

Andrés Mediavilla

-       Nel testo “LA SOLUZIONE (la società francese e i francesi)”, espongo LA SOLUZIONE per la vita così come la posizione – e il ritratto – dei francesi in rapporto a questa sola SOLUZIONE. (sito internet: http://mediavi.monsite.orange.fr)

-       Le 4 evidenze (riassunto della mia posizione: mediavi2.monsite.orange.fr)

-       Fiction: Gli extraterrestri guardano la Terra e giudicano l’Umanità (stesso sito)

-       IL CODICE DELLA VIOLENZA COLLETTIVA – IL TRIBUNALE MONDIALE (i 40 articoli dell’Istituto di Giustizia Mondiale) – (mediavi3.monsite.orange.fr)

-       L’amore della nazione, oggi (mediavi4.monsite.orange.fr)

-       “La stampa scritta, è morta?” (stesso sito)

 

criscrip newsletter 05/09 – 2 settembre 2009

Carissimi,
prima di tutto una precisazione sulla canzone del Berzotti: come suggerito da un amico è probabile che il verso criptico “Torino, Roma et Tifosi” sia in realtà “Turin, Rome et ses tifosi” cioè Torino, Roma e i SUOI tifosi, quindi non c’è nessuna città oscura dal nome misterioso!

Alcune scoperte fatte ultimamente:

- Parigi e Venezia hanno in comune l’abbondante uso di mascheroni: teste antropomorfe o animalesche poste sugli edifici, ponti… A Venezia spesso servivano contro il malocchio, gli spiriti, i diavoli e simili ma non so se hanno la stessa funzione qui a Parigi, sembrano usati semplicemente come mere decorazioni, senza altre funzioni specifiche. Infatti qui non si trovano all’ingresso dei campanili, zona invece privilegiata dai veneziani che credevano di spaventare gli spiriti maligni e di tenerli quindi lontani dalle corde delle campane, ché gli spiriti erano dei burloni e le tiravano per scherzo svegliando il prete!

- Quasi in ogni strada parigina c’è sempre un tappetino arrotolato, tipo quelli delle automobili, inizialmente pensavo fossero cose buttate dai maleducati ma la continua e diffusa presenza mi ha dato da ragionare… possibile che sia pratica di ogni automobilista lasciarsi dietro un tappetino vecchio, sporco e logoro? E per di più, perché arrotolarlo? Il mistero è stato risolto quando ne ho visto uno in azione: messo nei pressi del canale di scolo dell’acqua la deviava tutta da un lato! Cioè è l’ingegnoso mezzo che utilizzano gli spazzini per far dirigere l’acqua nel posto dove stanno lavando! Ora, bello che si siano ingegnati a far questo, che con i pochi mezzi a disposizione siano riusciti a trovare una soluzione ingegnosa ma bisognava proprio riempire le strade di tappetini vecchi e puzzolenti (i francesi hanno un’idea di igiene diversa, si sa…)? Il progresso? La tecnologia? Non ci troviamo nella capitale di un paese civilizzato? Permane il dubbio…

- I macaron qui non hanno nulla a che fare con la pasta anche se comunque si mangiano. Sono dei dolcetti tondi, due strati di pasta tipo amaretto (come consistenza ma non come sapore) con in mezzo la cremina. Possono essere a tutti i gusti: caffè, cioccolato, fragola, limone… io ho assaggiato quello al caffè: la cremina è buona ma la pasta ti si appiccica al palato peggio dell’ostia. Voto: 6-.

- Ieri 1 settembre c’è stata la rentrée, il rientro, scolastico ma non solo, ogni cosa ha ripreso vita: negozi, panettieri, supermercati… il quartiere e penso tutta Parigi è sbocciata di attività, movimento, produttività. Forse è segno che l’estate e le vacanze sono finite e quindi bisogna svegliarsi dal torpore augustano. Inoltre, per rendere più chiaro il messaggio si è pensato di far piovere tutto il giorno, così per chiarire bene la situazione.

- Dal mio panettiere regalano dei calendarietti per il nuovo anno scolastico con tutte le vacanze e io ovviamente ne ho preso uno. É carino, colorato, con i disegnini… ma osservandolo bene ho notato questa cosa: l’Epifania è stata messa al 3 gennaio! Probabilmente hanno deciso che così era più comodo, che di vacanze se ne fanno già abbastanza e quindi l’hanno anticipata. Allego foto per i più increduli.

criscrip newsletter 04/09 – 25 agosto 2009

Come vi avevo anticipato durante il weekend di ferragosto si è andati ad Avignone, una città nel sud della Francia, il cui problema principale è capire se è più grammaticalmente corretto dire à Avignon o en Avignon (scopritelo qui!).

L’impressione generale che si ha visitando la città è di trovarsi a La Havana, non che io ci sia mai stata (a La Havana), ho visto solo delle immagini alla tv, ma secondo me ci sono le stesse strade assolate, il caldo umido, i palazzi d’epoca abbandonati, gli scuri colorati, i balconi, la gente in strada… ecco, più o meno così in più Avignone è piena zeppa di punkabbestia con cagnoloni al seguito svaccati in ogni angolo della strada.

La città storica, dentro le mura, è piccina, un quadratino di 1,5 km x 1,5 km, forse più piccola di Venezia. Dopo due giorni hai imparato a memoria i nomi delle vie, magari non tutte ma almeno quelle principali. Abbiamo visitato il Palazzo dei Papi, come il 99% delle persone lì presenti, tra l’altro quasi tutti italiani. Ma del passaggio della corte papale è rimasto bene poco, giusto le mura, la struttura, all’interno non c’è quasi più nulla anche se la regione è stata di proprietà papale fino alla rivoluzione francese. Abbiamo visitato anche il Petit Palais che proponeva una mostra su Simone Martini, artista italiano che qui è morto (inoltre la città è gemellata con Siena al 1982). Ovviamente non abbiamo preso l’occasione di salire sul ponte saint-Bénézet ovvero il famoso ponte d’Avignon dove on y danse on y danse. Il tutto corredato da uno spazio dedicato interamente alla canzone appena citata dove si imparano tutte le strofe, si ascoltano le decine di versioni registrate e si può suonare la canzone su una pianola realizzando un video psichedelico.


Ma le cose più buffe scoperte sono state:

  • cancelletto decorato da paperette di gomma gialla


  • mobili e elettrodomestici sparsi per strada


  • diabolo: bevanda a quanto pare molto diffusa in Francia con acqua frizzante al limone e sciroppo a scelta (io ho testato quelli alla menta, al pompelmo rosa e alla violetta)


Ultima sorpresa finale, il controllore del treno, vestito all’ultimo grido con una divisa violetta, oblitera il biglietto usando uno stampino che lascia inciso un delfino! Chissà se ogni controllore ha il suo timbrino personalizzato col proprio animale guida….

criscrip newsletter 03/09 – 14 agosto 2009

Questo è il mio suggerimento per ferragosto: imparare tutti questa canzone per poi cantarla tutti assieme.

L’autore è Claude Barzotti, figlio di immigrati italiani che canta le sue origini. Diciamo che è un modo buffo per capire come ci vedono (o vedevano, in realtà, ma la canzone è ancora molto popolare) e cosa abbiamo esportato.
C’è però nella biografia nel nostro emerito connazionale una cosa che non quadra, a un certo punto, in preda ad amnesie o simili, dimentica le sue care origini e inizia a cantare La Francia ai francesi (http://www.dhnet.be/infos/faits-divers/article/163079/barzotti-est-malmene.html)

Vi copio qua sotto il testo e lo traduco per i non francofoni.

LE RITAL

A l’école quand j’étais petit

A scuola quando ero piccolo

Je n’avais pas beaucoup d’ami
Non avevo molti amici


J’aurais voulu m’appeler Dupont
Avrei voluto chiamarmi Dupont (ndt cognome tipico francese)

Avoir les yeux un peu plus clair
Avere gli occhi un po’ più chiari

Je rêvais d’être un enfant blond
Sognavo di essere un bambino biondo

J’en voulais un peu à mon père
Ce l’avevo un po’ con mio padre

C’est vrai je suis un étranger
é vero sono uno straniero

On me l’a assez répété
Me l’hanno ripetuto abbastanza

J’ai les cheveux couleur corbeau
Ho i capelli corvini

Je viens du fond de l’Italie
Io vengo dal fondo dell’Italia

Et j’ai l’accent de mon pays
E ho l’accento del mio paese
Italien jusque dans la peau
Italiano fin nella pelle

Je suis rital et je le reste
Io sono rital e lo resto

Et dans le verbe et dans le geste
E nel modo di parlare e di gesticolare
Vos saisons sont devenues miennes
Le vostre stagioni sono diventate le mie

Ma musique est Italienne
La mia musica è italiana

Je suis Rital dans mes colères
Io sono rital nei miei atti di collera
Dans mes douceurs et mes prières
Nelle mie dolcezze e nelle mie preghiere
J’ai la mémoire de mon espèce
Ho il ricordo della mia specie
Je suis Rital et je le reste
Io sono rital e lo resto

Arrivederci Roma
Arrivederci Roma

J’aime les amants de Vérone
Mi piacciono gli amanti di Verona (ndt Romeo e Giulietta, si presume)

Les spaghettis le minestrone
Gli spaghetti il minestrone

Et les filles de Napoli
E le ragazze di Napoli

Turin, Rome et Tifosi
Torino, Roma e Tifosi (ndt ?)
Et la Joconde de De Vinci
E la Gioconda di Da Vinci

Qui se trouve hélas à Paris

Che si trova ahimè a Parigi

Mes yeux délavés par les pluies
I miei occhi slavati dalle pioggie

De nos automnes et de nos nuits
dei nostri autunni e delle nostre notti

Et par nos brumes silencieuses
e dalle nebbie silenziose

J’avais bien l’humeur voyageuse
Avevo l’animo viaggiatore

Mais de raccourci en détour
Ma tra scorciatoie e deviazioni 
J’ai toujours fait l’aller-retour
Ho sempre fatto andata e ritorno

Je suis rital et je le reste
Io sono rital e lo resto
Et dans le verbe et dans le geste
E nel modo di parlare e di gesticolare
Vos saisons sont devenues miennes
Le vostre stagioni sono diventate le mie

Ma musique est Italienne
La mia musica è italiana

Je suis Rital dans mes colères
Io sono rital nelle mie collere
Dans mes douceurs et mes prières
Nelle mie dolcezze e nelle mie preghiere
J’ai la mémoire de mon espèce
Ho il ricordo della mia specie
Je suis Rital et je le reste
Io sono rital e lo resto

Arrivederci Roma
Arrivederci Roma

C’est vrai je suis un étranger
é vero sono uno straniero

On me l’a assez répété
Me l’hanno ripetuto abbastanza

J’ai les cheveux couleur corbeau
Ho i capelli corvini
Mon nom à moi c’est Barzotti
Il mio cognome è Barzotti
Et j’ai l’accent de mon pays
E ho l’accento del mio paese
Italien jusque dans la peau
Italiano fin nella pelle

N.B. Rital è la parola usata dai francesi per indicare gli immigrati italiani, sull’origine di questa parola ci sono due possibilità, la prima è che gli italiani non riescono a pronunciare bene la R francese e la seconda, la più probabile, è che gli immigrati italiani fossero dei poveracci e quindi si cucivano i vestiti con i ritagli, un po’ all’arlecchino.
E poi ci sono delle domande che non hanno risposta: Tifosi? Che città è? Forse c’è qualche legame col calcio? La questione della specie italiana? E Barzotti è un cognome meridionale?
Buon canto a tutti!

criscrip newsletter 02/09 – 9 agosto 2009

ABBECEDARIO CASUALE PARIGINO

Amorino:
    è il nome di una gelateria (o meglio, di una catena di gelaterie) che si vanta di fare gelato italiano. Il loro logo è un paffuto putto, ripetuto insistentemente all’esterno e all’interno di ogni negozio come bassorilievo, statua, stucco dorato… nonostante questo il gelato è molto buono. Si possono scegliere 2 gusti per 3 euri, che è quasi quello che si paga a Rialto o da Grom, tra l’altro qui senza alcun motivo di finto esotismo! Io ho rischiato un lampone e pistacchio, con pistacchi di Bronte (mi domando quale parigino sappia dove sta Bronte…)  e devo ammettere che non era niente male. La cosa più divertente è che ti mettono il gelato sul cono facendo un fiorellino: il primo gusto al centro come pallina e il secondo attorno a spatolate come corolla. Una specie di marchio di fabbrica.
 
Banca:
    ho aperto il mio conto in banca, la scelta è ricaduta su BNP Parisbas. Abbastanza facile e indolore, ho solo scritto decine di volte “letto e approvato” e fatto un po’ di firme per 30 minuti. In cambio loro mi danno un conto e una carta visa gratis per 2 anni, senza alcuna spesa né di gestione né altro, e mi hanno anche aperto un libretto di risparmio regalandomi 15 euri. Sto ancora cercando di capire dove sta la fregatura… Ho letto il contratto più volte e no, non devo pagare in caso di disdetta anticipata né mi impegno a donare a loro i miei organi o qualcosa di simile… medito di aprire un conto nuovo in ogni agenzia Parisbas e fuggire col bottino…

Chansonniers:
    come spiegare ai francesi che in Italia non si ascolta la musica francese? Che praticamente non esistono ristoranti francesi? E soprattutto che non desta alcun interesse nazional popolare? Loro ci sono rimasti male, ma di fronte all’interesse per nostra la politica, le nostre canzoni, il cibo che la Francia dimostra, l’Italia fa spallucce e se ne frega. E così mentre qui sono quasi ossessionati dalla cultura italiana, noi ci interessiamo al massimo di Carlà, giusto perché di origini italiane, nè.

Digicode:
    è il codice numerico da digitare per aprire il portone dei palazzi. Tutti qui a Parigi ne hanno uno. Ogni volta che vai a trovare qualcuno devi fartelo dare perché no, il citofono non c’è (sarà per la privacy?) e così se te lo sei dimenticato (è già tanto che ti ricordi il tuo) ti ritrovi sotto il portone chiuso a telefonare al tuo amico per farti dare il codice.

En effet:
    è la parola più usata: in effetti. Ogni frase è collegata all’altra utilizzando quasi sempre queste due parole. In pratica è come il nostro cioè, cioè, cioè…

Ferragosto:

    per la gita di Ferragosto Raffaele mi porterà ad Avignone: un’affascinante gita alla scoperta dei luoghi della cattività papale. Vi dirò.

Gelato:
    v. amorino

Harry Potter:
    siamo andati a vedere l’ultimo episodio di Harry Potter, un episodio in cui non accade nulla di nulla, ma proprio nulla, una lunghissima transizione verso il prossimo episodio in cui a ogni cambio di scena ti chiedi: ma adesso accadrà qualcosa? E la risposta è sempre no, finché arrivano i titoli di coda. Ma la cosa strana non è questo, ma il fatto che qui si vedono tutti i film in lingua originale e sottotitolati in francese. Non importa se si tratta di film storici, d’essai, commedie o altro, anche Madagascar e l’Era glaciale bisogna andare a vedersi in originale coi sottotitoli altrimenti non ce lo si gode appieno.

Italia:
    v. chansonniers

Lampone e pistacchio:
    v. gelato

Mobile:
    ovvero telefono cellulare, ma hanno detto che è una parola obsoleta, ora si usa portable. Prima o poi riuscirò ad averne uno. Ve lo prometto.

Nonnetti:
        v. Ville, hotel de la

Oca:
    in francese il verso dell’oca è: coin coin (che non è un negozio ma si legge cuà cuà, tutto torna)
   
Piccioni:

    qui sono così ciccioni che sembrano dei tacchini. La prima volta che li ho visti mi sono avvicinata perché non capivo che razza di animali erano. Secondo me è una campagna promozionale dello stato francese: ipernutrono i pennuti per convincere tutti che la crisi non c’è, non c’è mai stata, se i piccioni sono così grassi e pasciuti figuriamoci l’economia.

Quindici euri:

    v. banca

Rovesci:

    piccolo angolo meteo: sono tre giorni che il cielo è coperto e sembra piovere da un momento all’altro ma tutto quello che si ottiene è caldo e afa.

Sirene:
    ogni primo mercoledì di ogni mese alle h 12 e alle h 12.10 tutta la Francia fa le prove del segnale dall’allarme nazionale. Una simpatica iniziativa ereditata dalla seconda guerra mondiale che mi ha gettato nella panico mercoledì scorso. All’udire questi due fortissimi suoni mi sono chiesta: acqua alta, qui? Fuga di gas? Allarme chimico? Commemorazione?
Qui la soluzione trovata: http://fr.wikipedia.org/wiki/Alerte_aux_populations
   
Tuileries:

    ovvero i due corridoi-giardini ai lati del Louvre (voluti da un’italiana, tra l’altro). Per tutta l’estate lì ci sarà una festa-sagra con giostre, giochi, frittelle, e zucchero filato, qui chiamato Barbe à papa, sì, come i personaggi della nostra infanzia, io ho provato quello al lampone: è color azzurro e chimico, buonissimo.

Utensili da cucina:
    da due settimane cerco inutilmente una bilancia, nulla di eccezionale, una cosa semplice in plastica per pesare il cibo. L’unica che ho trovato sta in un negozio di design e costa 50 euro. Mi sono accontentata del bicchiere misuratore in attesa di trovarne una più a buon mercato. Si accettano consigli su dove cercare (quanto mi manca il Botegon!).

Ville, hotel de la:

    ovvero il comune di Parigi. Durante l’estate nella piazza del comune si organizzano concerti gratuiti grazie al contributo della Fnac e quindi, in ultima analisi, di M. François Pinaut, il suo proprietario miliardario che ha scelto Venezia come vetrina della sua collezione privata
(a proposito, il fanciullo con la ranocchia resiste?). L’elemento folkloristico è dato dalla presenza di vecchietti con tipici cappelli in testa che danzano al ritmo della musica rock come se fossero in una balera.

criscrip newsletter 01/09 – 27 luglio 2009

Ciao a tutti,

sono ri – ri – tornata a Parigi, sana e salva, e soprattutto senza nubifragi o simili, ho addirittura trovato una mia amica di Verona che ora abita a Parigi e abbiamo fatto il viaggio assieme!
Ovviamente non avevamo i posti vicini e abbiamo contrattato con la ragazza che avrebbe dovuto stare accanto a lei: é stato difficile ma alla fine ce l’abbiamo fatta!
Io, forte del biglietto di prima classe (era in offerta e costava meno della seconda!), glielo offro in cambio del suo e lei inspiegabilmente non lo accetta… voleva stare vicino al suo compagno di viaggio… poi si scopre che comunque sarebbero stati divisi da un paio di carrozze e quindi mi cede il suo posto (tutto questo parlando in inglese e scoprendo solo alla fine di poter comunicare in francese).
Mi siedo e dopo che lei si è allontanata scopro che mi ha dato il biglietto sbagliato, un Parigi – Milano e non un Milano – Parigi! Mi alzo e mi dirigo in prima classe, vado avanti e indietro per individuarla… non la trovo… tento di comunicare con una tizia che le assomiglia… fallisco… torno indietro… recupero il suo amico, gli spiego la situazione e mi faccio accompagnare da lui… anche lui non riesce a trovarla… alla fine spunta la testa della sua amica da un scompartimento minuscolo in cui sono stipati in 6! Mi faccio dare il biglietto giusto e mi allontano velocemente domandandomi  perché mai non ha voluto stare in prima classe… Mah…

Da oggi riprendo anche le mie sudate carte… nella mia esclusivissima biblioteca bizantina, saremo in 6-7 al massimo, in ‘sto periodo….
Sulla strada da casa alla biblioteca c’è questa chiesa: Santo Stefano al monte (mai sentita prima d’ora…) sembra minuscola in confronto al Pantheon che giganteggia al suo fianco. Entro e scopro con gioia che è la chiesa dove riposa sainte Geneviève (santa Genoveffa, ma in francese suona meglio…):  cioè la patrona di Parigi! Come san Martino per Biassono, sant’Ambrogio per Milano o san Marco per Venezia.
…in realtà… ci riposava… finchè i rivoluzionari non la gettarono nelle fogne… vabbè… la storia di questa chiesa è un po’ complessa, viene fondata inizialmente una cappella nel VI secolo, poi ampliata, modificata, ancora cambiata, rifatta, trasformata in durante la rivoluzione francese tempio della Pietà filiale… ma ciò che mi ha colpito è stata la dedica a san Giovanni e Paolo (io ho abitato per un paio d’anni vicino a san Giovanni e Paolo a Venezia) e la statua di sant’Antonio da Padova! è stato un po’ come ritrovarsi a casa, tra persone conosciute.
Inoltre, cosa che forse interesserà solo Claudio, vi è conservato l’organo più antico di Parigi.

Eppoi vi allego la foto di un graffito che hanno fatto su un muro poco distante da casa nostra, è apparso dopo la morte di Michael Jackson, per terra c’era disegnata anche il gioco della settimana (campanon per i veneti) con una canzone di Jackson in ogni casella ma questa ormai si è cancellata…

criscrip newsletter 0/09 – 10 luglio 2009

Ciao a tutti,
come state?

Nonostante la tempesta abbattuta su Milano martedì scorso (ormai sono un’esperta in traslochi subacquei) sono riuscita a partire e ad arrivare a Parigi sana e salva con sole 8 ore di ritardo!
Vi scrivo una mail veloce per comunicarvi il mio nuovo indirizzo: XX Rue XXXXX, 75006 Parigi.
Purtroppo non ho ancora ottenuto un numero francese perché per sfruttare le offerte e spendere meno devo avere un conto in una banca francese…
Quindi devo capire come aggirare il problema…

Vi comunico anche che questa è la prima di un’innumerevole serie di mail che vi invierò per tenervi al corrente della mia situazione.
Infatti, per aver passato assieme a me un po’ di tempo siete stati inclusi in questa simpatica iniziativa (ho dei criteri di selezione altissimi, come avrete notato), ovviamente potete chiedere di essere tolti dalla lista cliccando sul seguente link:
http://cristippia.myminicity.com/ind/

A presto,
bacioni,
Cri

P.S. Ma quelli a Venezia si sono organizzati per andare alla sagra di San Giacomo dell’Orio?
P.P.S. Dimenticavo, dal 12 al 23 luglio sono in Italia.