Bianco oltremondano
Martha Steward Wedding, World Bride Magazine, Wedding unveiled, Bride, Bridal guide, In style: weddings, Modern wedding, You and your wedding. Nel mondo è tutto un pullulare di riviste che si occupano, badate bene, non tanto del matrimonio, ma della sposa, e del suo vestito. Che ha una curiosa storia: per cominciare pare che fu Maria Stuarda la prima a scegliere il bianco come colore. In precedenza e pure in seguito qualsiasi colore, qualsiasi foggia sono stati utilizzati. Unico requisito: mostrare il più bello, il più ricco, il più fastoso vestito possibile. L’uso del bianco o di colori chiari è invece un uso introdotto comunemente verso la metà dell’Ottocento. Oggi inoltre è invalsa una bizzarra abitudine conservatrice, che porta le nostre donne a verstirsi come cent’anni fa. Un po’ come succede per gli esecutori di musica classica. Siamo talmente abituati a vederli in frac che non ci chiediamo perché siano vestiti in quel modo. Persone che tutti i giorni si vestono con T-shirts e jeans, per un sublime attimo estetico (concerto) o umano (matrimonio) si sentono in dovere di vestire un abito sacro, dunque proveniente da un imprecisato passato, da una imprecisata tradizione. Persone perfettamente raziocinanti che si fanno abbagliare da un’immagine così forte e così priva di passato da ricordarmi un po’ l’invenzione novecentesca di Babbo Natale, un non-mito, una non-icona della contemporaneità. Tanto che pure io, spregiatore del matrimonio, mi sono comprato uno di quei vestiti che si vedono nelle fiere. Un tripudio di tessuti sintetici e perle finte.

Oggi ero ad una piccola ma divertente mostra a Palazzo Mocenigo (RETROmania. Eleganze romene 1850-1947 dalle collezioni di Adina Nanu) ed er a interessante vedere quanto poco bianco ci fosse nella maggior parte dei vestiti da sposa esposti. Bianco che oggi, invece, significa riscatto (impossibile?) e che nel caso del matrimonio significherebbe la verginità fisica della sposa. Bianco come purezza e come morte, visto che una purezza nella carne, nel presente, evidentemente, non è possibile. Coltre bianca che copre come un sudario. Paura della carne e sua rimozione. Paura della morte e sua rimozione attaverso la morte stessa, e attraverso l’assenza. Paura del rosso, del sangue che verrà, paura del colore e suo esorcismo attraverso il bianco. Cromofobia. Credere che ammazzare il colore per un giorno basterà.

ma la sposa è l’unica bianca, e solo lei può esserlo. unica pura di fronte alla schiera dei variopinti viziosi? forse agnello sacrificale, e matrimonio come rito di esorcismo? si va a corrompere la sposa, e in effetti la si circonda di banchetto e dionisiaco.
però mascherarsi di antico, per il matrimonio, può essere divertente, una volta che se ne è consapevoli…
Commento by tiziano on marzo 13, 2010 at 18:42
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Pingback by mirabilia » Opera al nero on maggio 16, 2010 at 15:26