Icone, quando meno te lo aspetti
1971, Francis Ford Coppola produce un bizzarro film fantascientifico: THX 1138. Il regista è un giovane quasi sconosciuto: George Lucas. Il film descrive in maniera asciutta e impersonale una società “alla 1984″, basata sul controllo assoluto degli individui che la compongono. Lungo i corridoi della città, serie di confessionali trasparenti, del tutto simili a cabine telefoniche. Una voce anonima e ripetitiva ci invita ad affidarle le nostre colpe. Davanti al fedele, il particolare di un’immagine di Cristo, dipinta nel 1478 da Hans Memling, e qui riprodotta su di un lightbox. L’originale si trova in un museo di Pasadena, in California, dove probabilmente Lucas l’ha vista di persona. E’ un Cristo benedicente, nella tradizionale iconografia che dall’antichità si è mantenuta quasi inalterata sino ad oggi. Lo sguardo assente, inespressivo, oppure spinto oltre a chi lo sta osservando, l’assoluta mancanza di elementi decorativi, ne fanno una perfetta icona per una civiltà distopica come quella di THX 1138.

La fantascienza ha visto in molti modi la religione. Dai tempi di Dune fino a Matrix, la fantascienza ha parlato di messia e di eletti. Ma qui si tratta di ben altro: la religione diviene uno dei tanti mezzi con i quali si esercita il controllo (mentale e fisico) sugli individui, e l’icona cristologica serve come immagine standardizzata e neutra di questo culto. Più che un dio unico si tratta di un dio intercambiabile, riprodotto in maniera industriale: sempre medesimo come le frasi che pronuncia. Eppure i personaggi, plagiati e assuefatti, non sembrano accorgersene, abituati a un mondo in cui tutto è ripetuto e ripetibile in modo insopportabile. Tuttavia, la ripetizione crea normalizzazione e stabilità. Se possiamo riconoscere nell’immagine del film un Cristo Benedicente è per il medesimo principio, ovvero la stabilità di un’iconografia, fatto tutt’altro che scontato, nella storia dell’arte sacra cristiana. Stabilità iconografica spesso significa controllo da parte di un potere di natura politica, proprio come in THX 1138. Stabilità iconografica a lungo cercata, e raramente controllata, in quanto la storia dell’immagine religiosa cristiana è fatta più di deviazioni personali che non di canoni immodificabili. Ma questa, come si dice, è un’altra storia.
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