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	<title>mirabilia &#187; arte del tè</title>
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	<description>meraviglie della natura (eppure queste parole suonano beffarde)</description>
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		<title>Mille gru</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 20:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sig. K</dc:creator>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">“Quei germogli di felci evocavano le montagne- In primavera va benissimo, lo diceva spesso anche vostro padre. Adesso non è in armonia con la stagione. L’ho presa esclusivamente in vostro onore.” “Per una coppa come questa, che importanza ha che sia appartenuta per qualche tempo a mio padre? La sua storia risale a Rikyu e all’epoca Momoyama, se non sbaglio. In tanti secoli chissà quanti cultori dell’arte del tè se la sono gelosamente trasmessa! E mi parlate di mio padre…”</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">Alla fin fine, queste<strong> <a href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-kawabata_yasunari/sku-12382031/mille_gru_.htm">mille gru</a></strong> nel romanzo hanno un rilievo limitato. Non preciso oltre, per chi avrà la voglia di leggere questo miniaturistico e suggestivo romanzo. Semplice ed elegantissimo come le <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Japanese_pottery_and_porcelain">ceramiche giapponesi</a></strong> di cui molto si parla in esso: le Oribe, le Raku, le Shino. Le quali, a loro volta, si intrecciano con le vite presenti e passate dei personaggi: le decorano, le formano, vi si uniscono. Tanto che è impossibile, giunti oltre un certo limite, distinguere tra oggetti e personaggi. Impossibile dire se sia l’uomo che possiede o l’oggetto che possiede e definisce il carattere dell’uomo. C’è un sottile e limpido legame tra le ciotole, le coppe, i bicchieri e le stagioni che si avvicendano; i dipinti alle pareti e i gesti. Un tenue colore ed un ricordo. Le foglie di salice che ornano l’esterno del bricco e gli oleandri fioriti che crescono nel giardino. Gli oggetti non appartengono più a qualcuno, ma più a lungo vivono e più appartengono al mondo, alla natura, esattamente come noi. Vengono generati da noi ma poi sfuggono al nostro controllo, e diventano parte dell’esistente, mutevoli come il tutto, in un’ordinata ed oscillante e triste armonia di cui siamo parte. Vita e morte, inverno e primavera.</p>
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<p class="MsoNormal" style="text-align: justify"><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Yasunari_Kawabata">Yasunari Kawabata</a></strong>, autore di Mille gru (Senbazuru), pubblicò questo romanzo a puntate tra il ’49 e il ’51, anche se già in precedenza erano apparsi i primi due capitoli come racconti brevi. Insignito del Nobel nel 1968, muore suicida nel 1972.</p>
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