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	<title>mirabilia &#187; Cima da Conegliano</title>
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	<description>meraviglie della natura (eppure queste parole suonano beffarde)</description>
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		<title>Realgar e altre storie</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 15:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sig. K</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Uno degli aspetti più interessanti nello studio dei colori è l&#8217;etimologia dei loro nomi, che meriterebbe una branca di studio all&#8217;interno della letteratura artistica. Prima della scissione ottica dello spettro luminoso, prima della divisione geometrica dello stesso spettro operata da Goethe (qui sopra nell&#8217;immagine). Prima che l&#8217;idea di colore fosse astrattamente slegato dalla materia, c&#8217;erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://didascienze.formazione.unimib.it/set/ColoriTinte/images/Goethe.jpg" alt="" width="320" height="332" /></p>
<p style="text-align: justify">Uno degli aspetti più interessanti nello studio dei colori è l&#8217;etimologia dei loro nomi, che meriterebbe una branca di studio all&#8217;interno della letteratura artistica. Prima della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Optics"><strong>scissione ottica</strong></a><strong> </strong>dello spettro luminoso, prima della divisione geometrica dello stesso spettro operata da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Goethe"><strong>Goethe</strong></a> (qui sopra nell&#8217;immagine). Prima che l&#8217;idea di colore fosse astrattamente slegato dalla materia, c&#8217;erano i materiali da cui i pigmenti traevano origine. Con una complicata strada fatta di reperimento, trasformazioni chimiche e meccaniche, commerci. Così l&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ultramarine_blue"><strong>oltremare </strong></a>che tutti conosciamo proveniva, sotto forma di lapislazuli, dalla regione che oggi chiamiamo Afghanistan per arrivare tra le mani di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cennino_Cennini"><strong>Cennino Cennini</strong></a>, che nel XIV secolo ci spiega come trasformarlo. Così trovi nei dipinti di<strong> </strong><a href="http://www.cimaconegliano.it/"><strong>Cima da Conegliano</strong></a>, visti alcuni giorni fa, strati di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Realgar"><strong>realgar</strong></a>, un sulfuro di arsenico con un nome d&#8217;origine araba.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-759" href="http://lineavariegata.it/mirabilia/2010/06/17/realgar-e-altre-storie/colori-web/"><img class="alignnone size-medium wp-image-759" title="colori web" src="http://lineavariegata.it/mirabilia/files/2010/06/colori-web-300x258.jpg" alt="" width="320" height="275" /></a></p>
<p>Il fatto è che molti di questi materiali avevano molti altri utilizzi quotidiani; il realgar stesso era utilizzato in molti processi metallurgici. Oggi riferimenti di questo tipo sembrano senza senso, visto che la maggior parte dei pigmenti sono sintetici, e non esiste più il legame con il pigmento originale. Rimane il riferimento al tono, è chiaro, ma anch&#8217;esso è un&#8217;astrazione visto che un pigmento naturale non ha mai esattamente lo stesso colore. Nell&#8217;ambito della stampa si è ad esempio utilizzato il <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pantone">Pantone</a></strong> come standard. Ma è dal partigiano mondo del web, e non dall&#8217;industria, che viene questo riavvicinamento alla quotidianità (<a href="http://modernl.com/article/web-2.0-colour-palette"><strong>qui </strong></a>e <a href="http://www.hongkiat.com/blog/best-color-tools-for-web-designers/"><strong>qui</strong></a>). Non la quotidianità dei materiali, s&#8217;intende, bensì la quotidianità degli ambienti digitali che frequentiamo ogni giorno. Colori che si chiamano come <em>browser</em>, caselle di posta, linguaggi, <em>social network</em>. Non sono l&#8217;erba e la roccia ad orientare la nostra educazione al colore; non è più l&#8217;arte visuale. Non è il realgar che ci viene in mente quando pensiamo all&#8217;arancio, ma, evidentemente, i feed RSS.</p>
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